Laura Pausini smette di fare la “guest star” e si prende Sanremo sul serio

A Sanremo succede spesso una cosa curiosa:
ci sono artisti che tornano per ricordarci chi sono stati.
E poi ce ne sono altri che tornano perché hanno ancora qualcosa da reggere.

Laura Pausini appartiene chiaramente alla seconda categoria.

Nel 2026 salirà sul palco del Teatro Ariston non per cantare, non per una passerella celebrativa, ma per co-condurre tutte e cinque le serate del Festival di Sanremo, accanto a Carlo Conti.

Che è un’altra cosa.
E chi segue Sanremo lo sa.

Qui non si entra leggeri

Pausini a Sanremo non è mai stata una comparsa.
Ha esordito qui nel 1993, è tornata nel 1994, poi ha attraversato l’Ariston più volte da superospite, dal 2001 al 2022, sempre con quella sensazione di “torno, ma non resto”.

Condurre è l’opposto.
Vuol dire esserci quando il tempo si allunga.
Quando il ritmo va aggiustato a mano.
Quando il festival fa resistenza, come solo Sanremo sa fare.

Eppure Laura ha detto sì.

Carlo Conti non pesca nel passato, costruisce il presente

Quando Carlo Conti parla di Pausini, non insiste sui trofei o sui numeri. Parla di energia, di carisma, di leggerezza. Parole che a Sanremo contano più di qualsiasi curriculum.

Ci saranno co-conduttori e co-conduttrici a rotazione, certo. Ma Pausini sarà il riferimento stabile. Quella che tiene insieme il palco mentre tutto intorno cambia.

Non è un’operazione nostalgia.
È una scelta di equilibrio.

“Sanremo è la mia tentazione”

Le parole di Pausini non suonano come una frase preparata. Dice che Sanremo è il suo destino, il suo sorriso, la sua tentazione e anche la sua paura. Che qui è nata artisticamente e che tornare ora, alla guida della 76ª edizione, la emoziona e la mette alla prova.

Non sembra qualcuno che torna per chiudere un cerchio.
Sembra qualcuno che accetta di riaprirlo.

L’esperienza c’è, e pesa

C’è poi un dettaglio che non va ignorato. Laura Pausini sa cosa significa tenere in piedi uno show davanti a milioni di persone. Nel 2022 è stata una delle presentatrici dell’Eurovision Song Contest a Torino.

Palco diverso, pubblico diverso, pressione identica.
Quel tipo di allenamento non si improvvisa.

Non un ritorno, ma un avanzamento

Questo non è il classico “ritorno a casa”.
È un passo avanti dentro una storia che non si è mai davvero fermata.

Sanremo, ogni tanto, decide che qualcuno smette di essere ospite e diventa struttura. Quest’anno quella soglia la attraversa Laura Pausini, senza proclami e senza bisogno di spiegarsi troppo.

Non è lì per ricordarci cosa ha fatto.
È lì per far funzionare quello che succede.

E all’Ariston, questo conta più di qualsiasi acuto.

Fonte: Davide Maggio

También te podría gustar...