Slovenia fuori da Eurovision 2026? La TV pubblica sembra già voltare pagina

La Slovenia potrebbe sparire dal palco di Eurovision 2026 senza neanche fare rumore, e in fondo è proprio questo che la rende una mossa potente. Nessun annuncio ufficiale, nessun gesto teatrale, solo un documento interno, una pianificazione silenziosa e la sensazione sempre più concreta che RTV Slovenija abbia deciso di tirarsi indietro, passo dopo passo, con una eleganza quasi spietata.
Nessuna diretta prevista, nessun budget allocato per Vienna 2026, nessun segnale di continuità. Tradotto: la partecipazione slovena all’Eurovision è appesa a un filo che sembra già tagliato. E il nome che nessun comunicato vuole pronunciare, ma che aleggia ovunque, è sempre lo stesso: Israele. Se Israele sarà presente a Eurovision, la Slovenia a Eurovision 2026 molto probabilmente non ci sarà. Lo ha detto in passato, lo suggerisce ora nei fatti, lo conferma nei piani non scritti.
Ufficialmente, la motivazione è un’altra. Il 2026 sarà l’anno dello sport: Olimpiadi invernali, grandi eventi, copertura massiccia, identità nazionale da rafforzare. La televisione pubblica ha scelto di investire su programmi culturali, musica locale, tradizioni, format familiari. L’Eurovision Song Contest appare improvvisamente distante, quasi superfluo, un lusso che non si vuole più sostenere.
Eppure, la contraddizione è raffinata: la Slovenia resta dentro l’EBU, partecipa ai tavoli, ai progetti tecnici, alle collaborazioni europee. Non lascia l’Europa televisiva, lascia solo il suo palcoscenico più vistoso. Un addio selettivo, chirurgico, quasi politico pur senza dichiararlo.
Se poi nel 2026 dovesse vincere proprio Israele, il discorso diventerebbe ancora più netto: Eurovision 2027 sarebbe già segnato senza Slovenia, come una pagina girata in anticipo. La crisi di Eurovision non è più solo una questione di regole o televoto, ma di posizionamenti morali, editoriali, identitari. E in questo caos ordinato, la Slovenia manda un messaggio chiarissimo: partecipare non è più un obbligo, è una scelta. E questa volta la risposta sembra essere no.
Un no che non urla. Ma pesa.
Fonte: Evrovizija