La Germania scopre l’Eurovision… e decide di farne una serie TV

In Germania l’Eurovision non è più solo una canzone. È un progetto editoriale, un percorso emotivo, quasi una docu-saga nordica.
Da quando lo SWR ha preso in mano il timone del concorso, il messaggio è chiaro: se dobbiamo partecipare, lo facciamo con metodocon telecamere e possibilmente con una durata superiore a quella di un matrimonio bavarese.

Il primo tassello è il Deutsches Finale 2026, il nuovo (e lunghissimo) show di selezione tedesco: tre ore secche di diretta, in programma il 28 febbraio, dalle 20:15 alle 23:15. Tre ore per scegliere una canzone.
Che, diciamolo, in altri Paesi si riesce a fare anche in novanta minuti e una pubblicità di detersivi.

Ma la Germania no. La Germania approfondisce.

Tre ore di finale, perché no?

Il paragone viene spontaneo: in Svezia o in Finlandia scelgono tra dodici brani con ritmo, ironia e tempi televisivi quasi civili.
A Berlino invece si pensa: “E se ci mettessimo anche un divano, due ospiti, tre blocchi di voto e magari un momento di riflessione collettiva?”

Risultato: una serata-maratona che promette ESC vibesdrammi softmomenti imbarazzanti e probabilmente anche un “perché stiamo ancora votando?” verso le 22:47.

Non uno, ma due documentari (ovviamente)

Come se non bastasse, lo SWR ha deciso che l’Eurovision 2026 merita anche una cornice culturale.
Arriva così “70 Jahre ESC – Die Doku”, un documentario da 90 minuti che ripercorre la storia del concorso come se fosse un misto tra memoria collettiva europea e seduta di gruppo post-anni Cinquanta.

Nel cast?
Conchita Wurst, Jean Paul Gaultier, Hape Kerkeling.
Manca solo qualcuno che dica: “L’Eurovision è uno specchio dell’Europa” e il bingo è completo.

E poi c’è “Inside ESC 2026”

Il vero colpo da social-media-era però è “Inside ESC 2026 – Der Weg ins Finale”: una mini-serie dietro le quinte del contributo tedesco.
Puntate brevi, formato fluido, tempistiche ancora vaghe. Perfetto per Instagram, TikTok, e per farci sentire tutti un po’ addetti ai lavori, anche mentre siamo in pigiama.

La pubblicazione è prevista attorno alla finale di maggio, giusto per ricordarci che l’Eurovision non è solo una sera. È uno stato mentale.

La Germania non vuole più limitarsi a partecipare.
Vuole spiegarecontestualizzaredocumentare.
E forse anche convincerci che, se poi il risultato non sarà brillante, almeno avremo capito perché.

Alla fine, tra finali lunghissimi e documentari esistenziali, resta una certezza:
quando la Germania prende sul serio l’Eurovision, lo fa fino in fondo.
E se non altro, questa volta, ci lascia anche le riprese.

Fonte: SWR

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