Eurovision 2026 entra nel vivo: urne, buste e il rituale annuale dell’ansia eurovisiva

Finite le feste, archiviate le buone intenzioni e spenti i playlist natalizi. Eurovision torna a fare sul serio. Con 35 broadcaster confermati per il 70° Eurovision Song Contest, arriva uno di quei momenti apparentemente innocui che in realtà scatenano reazioni emotive sproporzionate: il sorteggio delle semifinali.
Segnatevi la data: lunedì 12 gennaio alle 19:00 CET, nella solenne cornice del Wiener Rathaus. Sì, il municipio di Vienna. Perché decidere il destino musicale dell’Europa pescando palline da un’urna merita almeno un po’ di grandeur imperiale.
Il sorteggio sarà trasmesso in diretta sul canale YouTube ufficiale dell’Eurovision, il luogo dove tutti fingono di guardare “con calma” mentre in realtà prendono appunti mentali come se fosse già la finale.
Cosa si decide davvero (e perché ci interessa così tanto)
Il sorteggio stabilirà se ogni paese gareggerà e voterà in:
- Prima semifinale: martedì 12 maggio, ore 21:00 CEST
- Seconda semifinale: giovedì 14 maggio, ore 21:00 CEST
Ma Eurovision non si accontenta mai di un solo livello di tensione. Verrà infatti assegnato anche se ogni artista si esibirà nella prima o nella seconda metà della propria semifinale. Ed è esattamente lì che partono le discussioni su “metà maledette”, “slot assassini” e complotti più o meno creativi.
I Big 4 (e l’Austria) non cantano, ma contano
Il sorteggio riguarda anche i finalisti automatici. L’Austria, paese ospitante, insieme ai Big 4 (Francia, Germania, Italia e Regno Unito) non gareggiano in semifinale… ma i loro pubblici votano.
Durante il sorteggio verrà deciso in quale semifinale voterà ciascuno di questi cinque paesi, il che significa che, pur senza salire sul palco, continueranno a influenzare il risultato. Potere silenzioso, versione Eurovision.
I pot: equilibrio, strategia e un pizzico di speranza
Per ridurre il famigerato neighbour voting e aumentare il suspense, i 30 semifinalisti sono stati suddivisi in cinque pot. Geografia, statistiche e fiducia nel sistema fanno da base.
Ecco la suddivisione per Eurovision 2026:
Pot 1
Albania, Bulgaria, Croazia, Montenegro, Serbia, Svizzera
Pot 2
Australia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Norvegia, Svezia
Pot 3
Armenia, Azerbaigian, Georgia, Israele, Polonia, Ucraina
Pot 4
Belgio, Cechia, Lussemburgo, Moldavia, Portogallo, Romania
Pot 5
Cipro, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, San Marino
Sulla carta è tutto molto razionale. Nella realtà, le polemiche inizieranno alla prima busta aperta.
Epilogo: non ci sono ancora canzoni, ma le opinioni sì
Niente brani. Niente staging. Niente outfit improbabili.
Solo buste, sorrisi educati e una tensione palpabile.
Eppure è qui che Eurovision comincia davvero. Qui nascono le narrative, i primi sospiri e le frasi tipo “questa semifinale è impossibile”.
Vienna è pronta.
L’Europa osserva.
E qualcuno, da qualche parte, è già infastidito dal proprio pot.
Fonte: EBU