L’Eurovision si stanca di stare ferma e nel 2026 parte in tournée per l’Europa

Per 70 anni l’Eurovision Song Contest ha seguito una regola piuttosto chiara: è l’Europa che va da lui. Una città ospitante, un’arena enorme, una settimana intensa a maggio e poi tutti a casa ad aspettare l’anno dopo.

Nel 2026 questa abitudine salta.

Per la prima volta nella sua storia, l’Eurovision non resta confinato in un solo luogo. Parte per una tournée di concerti live che attraverserà dieci città europee poche settimane dopo la finale di Eurovision Song Contest 2026. Traduzione: il festival ha deciso che non sparirà più subito dopo la consegna del microfono di cristallo.

E, a pensarci bene, era anche ora.

Eurovision, ma un po’ più vicino a casa

L’idea è talmente semplice che sorprende non sia arrivata prima. Dieci concerti, dieci città, uno spettacolo che mette insieme icone storiche dell’Eurovision e artisti appena usciti dalla finale viennese, ancora pieni di adrenalina e incredulità.

Scopri una nuova canzone a maggio? Ottimo. A giugno potresti ritrovarti a cantarla dal vivo in un’arena europea. Senza aspettare un anno. Senza fingere di aver superato la fase post-Eurovision.

La lista completa degli artisti del 2026 che parteciperanno alla tournée sarà annunciata dopo la Gran Finale di sabato 16 maggio. I cosiddetti “Eurovision Icons” verranno svelati nelle settimane successive, perché l’Eurovision sa benissimo come dosare le informazioni.

E no, le serate non saranno tutte uguali: ogni città avrà anche ospiti speciali, diversi da data a data. Sì, tutti diranno che la loro è stata la migliore.

Settanta anni di canzoni, senza aria da museo

Non è un concerto nostalgico fatto solo per guardare indietro.

Ogni artista porterà sul palco il proprio brano eurovisivo e una cover speciale di una canzone storica del Contest che ha un significato personale. Alcune scelte saranno ovvie. Altre faranno discutere. E ci sarà inevitabilmente quel momento in cui tutta l’arena si rende conto di conoscere ancora a memoria un pezzo di vent’anni fa.

Lo show è stato pensato apposta per il 70° anniversario, mescolando passato e presente senza forzature. Eurovision come archivio vivo, con il volume decisamente alto.

Dieci città, dieci arene e qualche scelta discutibile per il portafoglio

Non si parte in piccolo. Questa tournée va dritta nelle grandi arene europee:

  • Lunedì 15 giugno – Londra – O2 Arena
  • Mercoledì 17 giugno – Amburgo – Barclays Arena
  • Venerdì 19 giugno – Milano – Arena Milano
  • Sabato 20 giugno – Zurigo – Hallenstadion
  • Lunedì 22 giugno – Anversa – AFAS Dome
  • Martedì 23 giugno – Colonia – Lanxess Arena
  • Giovedì 25 giugno – Copenaghen – Royal Arena
  • Sabato 27 giugno – Amsterdam – Ziggo Dome
  • Lunedì 29 giugno – Parigi – Accor Arena
  • Giovedì 2 luglio – Stoccolma – Avicii Arena

Dieci occasioni per promettersi “vado solo a un concerto”. E non mantenere la promessa.

Biglietti, prevendite e un minimo di organizzazione

Per acquistare i biglietti sarà necessario creare un account Eurofan gratuito su eurovision.com. È prevista una prevendita dedicata su eurovision.com/tour per chi si registra entro domenica 1 febbraio alle 12:00 CET.

Dopo, come sempre, toccherà a riflessi pronti, ricariche di pagina e un pizzico di fortuna.

Perché questa tournée conta davvero

Secondo Martin Green, direttore dell’Eurovision Song Contest, l’obiettivo è trasformare l’Eurovision da evento televisivo a esperienza live, condivisa e vissuta dal pubblico.

Ed è proprio questo il punto.

La tournée non sostituisce Vienna 2026. La prolunga. Se non puoi andare tu all’Eurovision, è l’Eurovision che viene da te. Con le stesse canzoni, gli stessi artisti e quella sensazione inconfondibile di essere circondati da persone che capiscono perfettamente perché questo concorso conta così tanto.

Settant’anni dopo, l’Eurovision continua a muoversi.
Questa volta, città dopo città.

Fonte: Eurovision

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