A Vienna si comincia a fare sul serio: il sorteggio delle semifinali accende Eurovision 2026

Non è uno di quegli eventi che finiscono nei telegiornali della sera.
Eppure, per chi segue l’Eurovision con un minimo di attenzione, è uno dei momenti in cui la stagione smette di essere astratta e inizia a prendere forma.
Questo pomeriggio, alla Camera di Commercio di Vienna, si è svolto il sorteggio delle semifinali dell’Eurovision Song Contest 2026, in programma nella capitale austriaca dal 10 al 14 maggio. Un passaggio formale, sì, ma anche il primo vero atto pubblico dell’edizione viennese.
Una cerimonia senza eccessi, ma con i volti giusti
A guidare il sorteggio sono stati la giornalista Alexandra Maritza Wachter e Cesár Sampson, che l’Eurovision lo conosce bene: nel 2018 portò l’Austria al terzo posto. Una scelta sobria, coerente con il tono dell’evento, più orientato alla sostanza che allo spettacolo.
Oltre alla distribuzione dei Paesi nelle due semifinali, è stato chiarito anche in quali serate voteranno i Paesi del Big 4 (Italia, Germania, Francia e Regno Unito), insieme all’Austria padrona di casa. Un dettaglio che, come sempre, pesa più di quanto sembri.
Va ricordato: non si tratta dell’ordine di esibizione, ma solo della suddivisione per semifinale e per metà di serata.
Prima semifinale – 12 maggio
Votano: Germania, Italia
Prima metà
- Georgia
- Portogallo
- Croazia
- Svezia
- Finlandia
- Moldavia
- Grecia
Seconda metà
- Montenegro
- Estonia
- San Marino
- Polonia
- Belgio
- Lituania
- Serbia
- Israele
Seconda semifinale – 14 maggio
Votano: Francia, Regno Unito, Austria
Prima metà
- Armenia
- Romania
- Azerbaigian
- Lussemburgo
- Bulgaria
- Cechia
Seconda metà
- Albania
- Danimarca
- Cipro
- Norvegia
- Malta
- Australia
- Ucraina
- Lettonia
Sulla carta, tutto appare ordinato.
Ma chi segue il concorso sa che queste combinazioni iniziano subito a suggerire scenari, equilibri delicati e semifinali meno “comode” di quanto possano sembrare.
Il sorteggio non decide chi vincerà.
Decide però il contesto in cui tutto il resto accadrà.
E da oggi, a Vienna, Eurovisione 2026 ha smesso di essere un’idea lontana ed è diventata qualcosa di molto più concreto.